fiamma

Calcolare la potenza di una caldaia o una stufa a pellet per casa

E’ spesso utile poter calcolare il fabbisogno  termico per la propria abitazione, abbiamo così messo a punto una breve guida su come calcolare questo dato da soli.

C’è una formula matematica che consente un calcolo approssimativo del fabbisogno termico.

Bisogna però tenere presente che è un risultato indicativo e, appunto, approssimativo, poiché ci sono moltissime variabili che possono incidere sul reale fabbisogno dell’abitazione, alcune delle quali difficilmente quantificabili.

Quindi quanto esposto di seguito deve essere considerato un puro orientamento alla fascia di prodotto che può essere più idonea alla vostra esigenza, e il consiglio di un tecnico specializzato è sicuramente molto più affidabile.

Il calcolo matematico fornisce il totale delle Kilocalorie necessarie a scaldare l’abitazione utilizzando come dati di partenza: il totale dei metri quadrati da scaldare, l’altezza del soffitto, l’utilizzo di un coefficiente termico che indica le calorie necessarie per metro cubo e che può oscillare tra un valore che va da 30 a 40 kcal/mc, a seconda delle condizioni termiche dell’abitazione e del suo posizionamento geografico.

Per comprendere meglio il concetto facciamo un semplice esempio. Vogliamo calcolare il fabbisogno termico di:

un appartamento in pianura in zona non particolarmente fredda
di 120 mq e soffitti non più alti di 3 mt

Isolamento termico medio con monovetri alle finestre
Calcoleremo così il fabbisogno termico:

(superficie x h) x coefficiente termico = Kcal necessarie

(120 mq x 3 mt) x 35 Kcal/mq = Kcal 12.600

Per corrispondere il valore in KW che spesso si trova sulle caratteristiche delle stufe si converte il valore:

(Kcal/862 = kW)

12.600 Kcal/h/862 = 14.62 Kw

Abbiamo scelto un coefficiente termico pari a 35 in quanto ci troviamo in una condizione ambientale media, ovvero non siamo in una zona particolarmente fredda ed esiste un minimo di isolamento.

Se invece ci fossimo trovati in condizioni più avverse, ad esempio, un’abitazione priva di qualsiasi forma di isolamento situata oltre i 1000 mt, avremmo impostato sicuramente il coefficiente termico a 40, ovvero al valore più elevato.

Contrariamente, se la vostra casa si trova in una zona dell’Italia Meridionale, dove il clima è sicuramente più mite, allora potrete valorizzare a 30 il coefficiente termico.

Tornando al nostro esempio pratico, abbiamo quindi ottenuto il valore cercato: potrete considerare per l’acquisto stufe che producono circa 14 – 18 Kw.

Per il calcolo per una caldaia, c’è una piccola variazione sul coefficiente, in quanto le caldaie hanno una diversa resa in base ai sistemi di propagazione utilizzati: termosifoni(in ghisa, o alluminio), termoarredi, pannelli radianti, fancoil, o riscaldamento radiante.

Per semplificare i calcoli i peggiori sono i termosifoni, e il coefficiente si alza nella fascia 40 – 50 kcal/mc.

 

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Termosifoni: multe elevate per chi non si adegua.

Termosifoni: quali sono le ultime novità in materia di riscaldamento condominiale?

La normativa è recentemente cambiata e impone ai condomini di installare sui termosifoni presenti negli appartamenti della valvole termostatiche che regolano il flusso di calore erogato negli appartamenti.

Lo scopo della installazione delle valvole termostatiche sui termosifoni è quello di realizzare un effettivo risparmio energetico contenedo i costi ma anche i consumi.

Per questo motivo a partire dal 1 gennaio 2017 tutti i condomini dotati di impianto di riscaldamento centralizzato devono adeguarsi alla nuova normativa prevista dal D.Lgs. 102/2014 in attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Entro il 31 dicembre 2016

Entro il 31 dicembre 2016 quindi i condomini devono installare negli appartamenti dotati di impianto di riscaldamento centralizzato i c.d. contabilizzatori di calore altrimenti scatteranno multe salate fino a 2.500 euro.

Ma vediamo le ultime novità in materia di riscaldamento condominiale, in particolare cosa prevede la normativa su termosifoni e valvove termostatiche e come evitare le multe garantendo maggiore efficienza energetica agli appartamenti condominiali.

Condominio: obbligatorio l’adeguamento dell’impianto di riscaldamento

In base alla nuova normativa è obbligatorio l’adeguamento dell’impianto di riscaldamento dei termosifoni con valvole termostatiche per tutti i condomini che sono dotati di un sistema di riscaldamento c.d. centralizzato.

Entro il 31 dicembre 2016 ogni appartamento dovrà essere dotato dei contabilizzatori di calore o valvole termostatiche che andranno installate su ogni termosifone presente negli appartamenti.

In questo modo sarà possibile stabilire quanto consuma in termini energetici ogni singolo appartamento e ripartire i costi del riscaldamento su ogni condomino basandoli sull’effettivo consumo.

La legge prevede che l’importo complessivo deve essere suddiviso tra gli utenti finali, in base alla norma tecnica Uni 10200.

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Cambiare la vecchia Caldaia a camera stagna.

Occorre prima fare una premessa, la caldaia a camera stagna non identifica un tipo di caldaia, ma la tecnologia di combustione, di seguito una piccola guida:

La camera aperta o tiraggio naturale: la caldaia preleva l’aria per la combustione dal ambiente circostante con una fiamma che brucia l’aria che entra naturalmente nel bruciatore.

Con questa tipologia di caldaia i consumi non sono ottimali in quanto la miscelazione tra gas e aria non può essere controllato, e ottimizzato in quanto dipende dalla quantità d’aria che riesce ad entrare nel bruciato.

La camera stagna o tiraggio forzato: la caldaia è dotata di un aspiratore che preleva l’aria dall’esterno convogliandola nella giusta proporzione con il gas, ottimizzando consumi e rendimento.

Detto questo è il momento di affrontare il problema della sostituzione della caldaia, ma qui ci addentriamo verso un altro problema, la nostra vecchia caldaia non è più in produzione perchè da Settembre 2015, la normativa ne ha bandito la costruzione.

La nostra vecchia caldaia a camera stagna è tecnicamente chiamata Caldaia Tradizionale a camera stagna, quel tradizionale che spesso non notiamo, la differenzia dalle nuove caldaie a condensazione.

Infatti da Settembre 2015, sono state bandite solo le caldaie tradizionali a camera stagna, e sostituite con le moderne caldaie a condensazione(sempre a camera stagna).

Ora il problema è dovuto che non sono uguali come caldaie, sia tecnicamente, ma sopratutto per quanto concerne l’installazione.

La caldaia a Condensazione a camera stagna rispetta la nuova normativa, ma a volte ci si confronta con delle problematiche, proveremo ad riassumerle, in questa breve tabella:

Problema Soluzione
Non può essere installata con lo scarico dei fumi inseriti nella canna fumaria comune, i gas di altre caldaie disturbano l’elettronica e causano il blocco della caldaia si può predisporre di una tubazione interna alla canna fumaria, o di una tubazione separata
Non si può installare la caldaia per mancanza di una canna fumaria La caldaia a condensazione può essere installata anche con lo scarico a parete
Produce condensa acida che corrode i metalli(grondaie, scarichi, etc) Si installa un neutralizzatore di acidità, e l’acqua può essere smaltita normalmente

 

Quindi potete sostituire la vostra caldaia a camera stagna, con una moderna caldaia a condesazione camera stagna.

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caldaia a camera stagna e caldaia a camera aperta

 

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